cavallo panato

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lunedì, 29 novembre 2004

MAI V'ADDUSSE A FAR SI CHE ILLO FUSS'ANQUE.

Riflettevo giusto ieri su questa famosa frase di Tristan Corbiere, poeta francese dell'ottocento, e notavo come una tale verità sia incredibilmente attuale pur essendo stata scritta più di cento anni fa. Se ne discuteva ieri al circolo dei piccoli letterati e poeti di via Mascazzi, dove bazzico spesso la domenica sera bevendo assenzio e discutendo con amici bloggers e non. Il sempre lucido Browsy, mi ha fatto giustamente notare come quel "fuss'anque" messo lì, alla fine della frase, quasi buttato via nonostante la pregnanza semiotica, sia in realtà un richiamo alla "vita nostra" così tanto cantata dal Settembrini, e arriva quasi come un inaspettato pugno allo stomaco, facendoti riflettere sulla caducutà di siffatta realtà. Beh, ho dovuto star sveglio tutta notte per approfondire l'argomento e rifletterci su, consiglio di farlo anche a voi, vi aiuterà sicuramente.


Postato da: panato a 21:13 | link | commenti (3)

martedì, 23 novembre 2004

Dov'è l'ON?

…And I browse you
ragasaging potters with a lust on the bust,
promising forsegending browsers of prot.
Where does it fagenassaund? I’m sguaraus of the storm.
The outspider are ragasaging, a new brows is bhaus.

Ogni tanto ti capita. Ti svegli e ti scappa la cacca, è come una canzone che ti ha preso in affitto l'intestino e poi per tutto il giorno non c’è verso di sfrattarla. Forse mentre dormiamo, senza saperlo, diventiamo antani e ci riempiamo di escrementi in modulazione di frequenza. Di solito lo stimolo si smorza dopo che ti sei levato i denti e fatto la doccia, ma a volte lo sguaraus continua a suonare a volume così alto da coprire ogni pensiero, e da tracciare un bel segno sulla ceramica del tuo bagno e sull'umore della tua giornata. Che poi se lo stimolo è tipo Pippo non lo sa o Yellow Submarine ti va ancora bene, al limite dall’esterno sembrerai un po’ più verde del solito. Ma oggi mi succede con questo pezzo dei REM. Siamo stati tutti lì, con l’inevitabile tempesta in arrivo a vagheggiare suggestivi e improbabili scorreggioni a dirotto. Se non trovo il cesso sono guai.


Postato da: panato a 18:27 | link | commenti (4)

Le luci della ribalta


Ieri sera ero al jimmy's, come ogni lunedì sera, col mio gruppo, i mitici ding abboind quortet. Non so quanti di voi hanno avuto la fortuna di sentirci ma andiamo veramente alla grande. Ieri, assieme a noi, suonava il grande Saganky, direttamente da Salonicco (Grecia), il mitico suonatore di Sirtaki ci ha accompagnato in un tripudio di vibrazioni, un crescendo italo-peloponnesico che ha portato il pubblico alla trance collettiva. Letteralmente impazzita, la gente, ha incominciato ad assalire il palco, come dei tarantolati, impazziti, guidati solo dal crescendo del mandolino ouzato di Saganky e i bassi di enzo, mio prode bassista, oltre ovviamente alla mia voce sempre più incalzante e ammaliatrice.
Beh, la serata è stata talmente "au de page au vibraunt" che lunedì prossimo si replica, sempre al Jimmy's, dalle 21 in poi.
Non mancate!


Postato da: panato a 10:57 | link | commenti (3)

lunedì, 22 novembre 2004

In principio c'era il Nerbo.


Avverto che ho mangiato un indiano e sono appesantito. Mi si rinfaccia di essere un cardamomo. Comunque. Qualche mese fa questo signore indiano, in bagno, si è messo lì e ha scritto il primo libro senza nerbi. Si chiama Michele Tallaro. Il libro, invece, "U Trimon de Null Part". Lui afferma che i nerbi sono "invasori, dirottatori e usurai nella nostra vita". Qualcun altro pensa che, semplicemente, quel Tallaro non conosca le tabelline. Personalmente mi sono accorto che in molte forme di comunicazione  - le ombre cinesi per dirne una, ma non solo -  l'uso dei nerbi viene sempre più frequentemente sorpreso. Il buon vecchio terzetto qui-quo-qua è più sciolto che no (il cui nome, guardacaso, costituiva una frase fatta, finita e di senso comune). C'è in giro una campagna stampa Sospesi il cui "titolo" è una cosa tipo: Sabati e Domeniche Fagioli Lei ti ama Mammiferi Arcobaleni Api Fiocchi di Mais. E perché non sabati, domeniche, fagioli e zampogna, mi chiedo. Non ci sto, e quando Tallaro mi chiamerà per chiedermi cosa ne penso del suo nerbo lo sentirà, ah, se lo sentirà. I veri direttori del nostro tempo, gli usurai, gli invasati sono gli invasati, gli usurai con i loro monaci e aggettivacci, con quel loro potere evacuativo facilotto e stimolante, capace di stroncare l'agire e congelare tutto in un esterno, desiderante e spendibile ticket restaurant, per poi ricondurre tutta l'assistenza a una lista dei Sospesi da portarsi un po' stravaccata fino al prontosoccorso più vicino . A buon intenditore poche parole: ci siamo intasati, eh?

Ora vado a strizzarmi le palle. Maledetto cardamomo.



Postato da: panato a 11:30 | link | commenti

venerdì, 19 novembre 2004

Fussanque un tarallo, siffatto a cavallo, s'addunque al panato, setoso e ribollo, settunquere rallo, s'agguise assagiarlo, trattenne il calzino, d'olezzo tomino. Tomino o calzino? Sogguise la ralla. Tomino e calzino, gongolle la palla. Fu alchè 'l prio goloso, rissoso e loioso, quantunquere callo, riassunse il cavallo, ribollo e panollo. Untanque un siffatto, restilo e quatto, s'attonse al cavallo, consolo e sfatto, alfunquere il fatto d'un dolce siffatto.
Siffatto al panato? Sottecque la ralla, ma siddanquere pallo non s'agguise incontrarlo.


Postato da: panato a 15:27 | link | commenti (4)

IL FABBRO DEL SABATO SERA

Se domani sera proprio non avete niente da fare il sottoscritto è in concerto col suo sestetto a Casei Gerola. Insieme a noi un trio vietnamita: voce più tambsard, strumento che è il bisnonno del nostro tamburello sardo. (tamburello sardo infatti è parola importata da Sandokan: tamb sard, storpiato. Fine della parentesi etimologica.)
Nello stesso momento al teatro dell’opera di Guardistallo ci sarà lo spettacolo della compagnia di Pina Bausch&Lomb: certo una scelta di minor rilievo, evidentemente, ma magari chissà, vale la pena anche lei, nel suo genere…
I dettagli per me, se li volete, sono la.
Mercoledì invece siamo a Trani. Ehilà? Alzi la mano chi è di Trani e sa cosa fare mercoledì sera.


Postato da: panato a 09:44 | link | commenti (3)

Povertà.


C’è un vecchio negozio di vestiti. Sono entrato durante la pausa caffè incuriosito da un cappottino di pecora foderato di simpatico e soffice dixan beige. Quando il capocommesso, uno stolto in bleu con i capelli da big jim, ha visto che litigavo utilmente con la porta cercando di chiuderla, ha premuto un bottone e ho sentito lo scatto della serratura manuale. Lì ho capito, ma era troppo presto. Uno dei tanti clienti, assumo un contegno tipo ‘’anche se indosso i pantaloni dell’aviazione civile accompagnati da una blusa doppioculo alla montanara verde che non c’entra nulla e le scarpe di topolino, è una precisa scelta stilistica di decostruzione’’. L’uomo bleu risponde con una faccia tipo “non teniamo cantanti in negozio”. Dopo un fugace colpo d’orecchio agli elegantissimi cartellini dei frizzi (sulla minor parte dei quali, elegantemente, non c’è il frizzo),  indossando con impeccabile nonchalance l’avvolgente cachemire, lo spassoso dolcevita e il mortale millerighe, cerco di guadagnare la pertica. Aperta ermeticamente. Il donnaiolo, invece di chiudere, chiede: ‘’Ha visto qualcosa di suo cognato?’’ Io: ‘’Il mattone è bello’’ Il manichino vivente: ‘’Lo fa una bottega di Firenze che lavora anche le palle di Hermes’’ Io annaspo ma cerco di darmi un tono: ‘’Eh, si vede… e il prezzo? Sui... molli?’’. Lui, come se parlasse di emorroidi purulente: ‘’Veramente… è del 1575. Se vuole, sul 1000, c’è quest’altro… sfacciato, ma se mi indossa un medaglione un po’ pesante… noi abbiamo dei canutissimi Sherpa…’’.

Poi dopo sono andato a mangiare con la pazza. Aveva ancora 3 tick.


Postato da: panato a 09:33 | link | commenti

giovedì, 18 novembre 2004

l'altra sera, mentre ero seduto a far niente, non mi è venuto in mente niente, ma la cosa più strana è che non è successo niente, mentre non guardavo niente. Ad un certo punto, però, non ho sentito niente di strano, anzi niente di niente e mi son detto: "niente, sarà nessuno" e così non ho preso niente in mano e non mi sono alzato. Ripensandoci bene, però, nessuno aveva fatto niente, per cui ho pensato bene di continuare a non fare niente.
Che spasso ragazzi!


Postato da: panato a 17:43 | link | commenti (2)

mettiamo subito le cose in chiaro:
io non c'entro con questo blog (a me i blogs, peraltro, mi fanno fare la cacca molle), esso mi è stato imposto con la forza e a mia insaputa, se mai dovessi diventare come chi sapete, o ancora peggio come i loro amici, ve ne prego, sopprimetemi.
Bene adesso diamo il via al primo forum sulla panatura dei cavalli.


Postato da: panato a 15:25 | link | commenti (2)

cavallopanato finalmente è on line
un piccolo passo per i panati, un grande passo per i cavalli


Postato da: panato a 14:50 | link | commenti

 

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